Quiete

Reference by FjellvangPhotography

Virtual plein air, tra sintesi e realtà.

Quando si tratta di arte digitale, non sempre si ha la possibilità di dipingere dal vivo panorami interessanti. Oppure, a volte, pur avendo uno strumento portatile, come un iPad, può capitare di non avere nelle immediate vicinanze il paesaggio che si vorrebbe rappresentare, con le giuste condizioni atmosferiche. 

Nasce così l’idea del virtual plein air, il cui nome si rifà alla pratica prevalentemente ottocentesca di dipingere dal vivo, utilizzata anche dagli Impressionisti.

Per realizzare un virtual plein air, di solito si può vagare su Google Maps finché non si trova uno scorcio adatto. Nel mio caso, tuttavia, ho trovato una fotografia che mi piaceva e l’ho usata come reference.

Il mio obiettivo, con questo virtual plein air era sperimentare uno stile di pittura più sintetico ma che restituisse l’impressione della realtà. Un artista che mi ha ispirato, tra gli altri, è Michal Sawtyruk. Ho poi ripreso e adattato alcune tecniche anche in altre illustrazioni. In fondo, l’esercizio serve proprio a questo.

 

Photoshop